domenica, febbraio 04, 2007

Gramps genealogy system

Chi l'avrebbe mai detto che un software avrebbe costruito il nostro intero albero genealogico?

Se davvero si vuole organizzare e mappare l'intera ascendenza familiare, al fine di trovare relazioni, fatti e, forse, scoprire qualcosa d'interessante, un piccolo aiutino vi serve. Si chiama GRAMPS, un software per creato appositamente per mappare la vostra ascendenza.


Questo programmino vi permette non solo di ordinare e costruire un albero genealogico completo dei vostri avi, ma anche di organizzare eventi storici della famiglia con foto, video e audio.



Al di là di questo, GRAMPS, è stato costruito solo come programma personale. Spingendosi oltre, potrebbe divenire un ponte per costruire una sorta di ascendenza globale, in cui i dati dalle persone di tutto il pianeta si intrecciano e si uniscono. Con le informazioni che tutti possiamo dare, chissà quanto indietro ci si potrebbe spingere con il tempo. Un'idea interessante, forse con qualche piccola implicazione sulla privacy :-)

Anzi, pensandoci bene, probabilmente qualche organizzazione di intelligence l'avrà sicuramente già fatto...

domenica, gennaio 28, 2007

L'intuizione dello scatto

Le ho messe qui, un bel po' di foto scattate nei vari anni in cui sono entrato in possesso di una digitale.

http://www.flickr.com/photos/amaritan/

Non che possa ambire al rango di fotografo professionista, ma ogni tanto qualcuna, per l'intuizione del momento o più semplicemente per il fattore C, riesce bene, quasi poetica...

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Tuscan hills near San Gimignano

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Tutte Creative Commons By-NC-SA. Potete farci quello che vi pare basta che citiate la fonte, non le modifichiate e infine non le utilizziate per vostre attività commerciali.

sabato, gennaio 27, 2007

Altro che wikipedia


Capita ogni tanto di trovare qualche risorsa veramente utile sul web. Questa:

http://uncyclopedia.org/wiki/Main_Page

(nella foto: Darth Vader contro la gilda dei Lollipop)

Have fun ;-)

venerdì, gennaio 26, 2007

Cent'anni di fatica


Il passato che non ho mai vissuto mi riempie sempre di amarezza e di nostalgia. Non so, forse lo percepisco dalle facce delle persone che me lo raccontano.

Oggi ho passato un pomeriggio con la nonna. Ha tanto da raccontare, una vita difficile, come tutti da queste parti. Una guerra vissuta da bambina, nei campi a lavorare giovanissima, quando ancora si raccoglieva tutto con la forza delle mani. Alla mattina si andava tutti i giorni a prendere l'acqua dal pozzo, e ci si lavava e si beveva con quella. Mica acqua di sorgente eh, qui si sta vicino alla laguna e l'acqua è sempre un po' salata.

Alla mattina si beveva il latte dell'unica vacca che c'era, magari inzuppando le patate, quando non c'era il pane. Alla sera, invece, la vera cucina creativa. Quella dei poveri. Si mangiava comunque bene, nutrendosi di sapori che la natura e il territorio spontaneamente offrivano.

Capitava così che in primavera si facessero delle gran mangiate di rane, che da queste parti abbondavano. Ancora oggi qualche ristorante le offre, e io le ho pure provate. Sono buone, se si riesce a vincere il disgusto della vista del povero essere che si sta spolpando. Oppure il pesce e i molluschi, che la notte si andava a prendere in laguna.

Sul finire dell'estate arrivavano invece i fichi, che si cucinavano un po' in tutte le maniere. Provate a prenderne alcuni, togliere la polpa dalla buccia, aprirli e friggerli nell'olio per qualche minuto, magari aggiungendo delle noci. Una leccornia.

Non voglio che questi ricordi vadano dispersi. Uno di questi giorni probabilmente le chiederò di raccontarmi la storia della famiglia. Ehi, non saranno mica i Cent'anni di solitudine di Marquez, ma vale la pena di essere raccontata. Chissà che nel processo non riesca a capire un po' meglio anche me stesso.

giovedì, ottobre 05, 2006

Sento puzza di smog


Ragazzi, questi sono giorni di grandi cambiamenti. Ho cambiato lavoro, ho cambiato città, ho dovuto cambiare stile di vita. Ragion per cui questo blog è rimasto un pochettino fermo.

Ma non vi preoccupate, ritornerò a scrivere dalle nebbe e dall'inquinamento milanesi.
Stay Tuned.

martedì, agosto 22, 2006

Il ritorno

Lo so, è un bel po' che questo blog non vede post. Ma è per un buon motivo...

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lunedì, luglio 31, 2006

Vacanze

Questo blog va in vacanza, assieme al proprietario, fino al 7 agosto.
Chi mi cercasse, mi troverà da qualche parte sul lago di Garda.

mercoledì, luglio 26, 2006

L'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme

Carlo Ossola nell'inserto culturale del Sole 24 Ore di domenica 23 luglio ha riportato alla luce un'ispirata citazione di Calvino:

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."
Italo Calvino, Le città invisibili.

sabato, luglio 22, 2006

L'uomo è misura delle cose


Di tutte le cose è misura l'uomo: di quelle che sono, per ciò che sono, di quelle che non sono, per ciò che non sono.
Protagora (frammento 1).
L'uomo è misura e calibro di tutte le cose. Se un cibo risulta salato a una persona allora esso è salato; se lo stesso risulterà dolce ad un'altra esso sarà dolce. La sensazione è sempre vera, se riferita al singolo che la provata. In questo senso, la realtà o quello che percepiamo di essa risulta essere sempre misura dell'uomo.(spiegone del relativismo sofista)

martedì, luglio 04, 2006

La proporzione aurea dei girasoli

Io vivo in campagna: accanto a me ci sono campi pieni di girasoli ormai sbocciati. Avvicinandomi a uno di essi ho scoperto che il disegno dei semi rappresenta una figura geometrica perfetta, più precisamente una spirale logaritmica.

Senza entrare nel dettaglio, ho scoperto che questa spirale si ottiene attraverso la famosissima sequenza di Fibonacci (in cui il numero successivo è dato dalla somma dei due precedenti), e che le curve della spirale si ottengono tenendo conto di una proporzione aurea. Tale proporzione, detta anche phi, è un numero che si approssima a 0,618 e si calcola dividendo due termini della sequenza di Fibonacci (ad es. 34:55, 55:89).

La sua scoperta (la proporzione, non la sequenza, che si deve appunto al toscano Fibonacci nel 13° sec.) si deve agli antichi greci, che per primi individuarono questa proporzione in moltissimi elementi della natura; la utilizzarono perfino nella costruzione del Partenone, dove il rapporto tra larghezza e lunghezza è esattamente 1,618.

In natura la proporzione si ravvisa un po' ovunque: perfino nel rapporto tra il vostro braccio e il vostro avanbraccio.

lunedì, luglio 03, 2006

L'erotismo medievale

Uno dei luoghi più felici riguardo la circolazione di storie e di romanzi fu certamente la Francia occitanica del 12° e 13° sec. d.C. Numerose forme espressive, consumabili sia in ambiti di corte (letteratura cortese) che ad orecchie del popolo (chanson de geste), furono create e raccontate dagli attori dell'epoca, i giullari.

Spesso il racconto si concretizzava nella ascesa di un cavaliere, che attraverso varie peripezie raggiungeva il tanto acclamato obiettivo, la dama. In queste storie, il percorso è piuttosto freddo e lineare, e l'amplesso finale (comunque mai raccontato o solamente fatto intendere) era la fine e la meta di ogni storia.

Si è fatto notare tuttavia, che alcuni romanzi cavallereschi (i più famosi, e credo non sia un caso) tendessero a celebrare un altro tipo di amore, ancora più idealizzato: un amore impossibile, tra due classi sociale diverse, che non avrebbe mai potuto essere rivelato. Si tratta di un amore allo stesso tempo adulterino e contemplativo che ha visto protagonisti Regine o donne dell'alta aristocrazia con cavalieri, giullari, uomini esclusi dalle dinamiche del potere.

Come sempre, alcuni esempi chiariranno di cosa sto parlando. Ricordate la storia di Lancillotto e la regina Ginevra, moglie di Re Artù? O ancora, ricordate la famosissima storia di Tristano e Isotta, un originalissimo triangolo amoroso che alla fine si concluse con la dipartita a miglior mondo del marito di lei?

Questi sono solo pochi spunti, ma sembrano rivelare che nel medioevo una certa concezione erotica non fosse del tutto sconosciuta. Naturalmente circolavano documenti molto più espliciti, provenienti per la maggior parte dalla Spagna arabica, ma questa è un'altra storia.

domenica, luglio 02, 2006

L'ego freudiano

Forse la psicanalisi di Freud sarà un po' datata, ma oggi mi sentivo parecchio curioso sui concetti di Ego (la prima persona in latino), SuperEgo e id (lui neutro latino, das es in tedesco), così come l'aveva originariamente impostata.

L'Ego rappresenta una sorta di punta dell'iceberg, un mediatore di conflitti tra la nostra natura bestiale rappresentata dall'id e i nostri valori e la nostra moralità codificati all'interno del SuperEgo. L'Ego è la nostra parte pienamente cosciente e in esso si concentrano intelligenza, sintesi, memoria, sensi.

Viceversa il SuperEgo è formato in gran parte di materia non cosciente e rappresenta un bacino in cui confluiscono i nostri valori, le nostre paure più inspiegabili, la nostra moralità. Si può dire che sia il luogo in cui la cultura sociale viene internalizzata, e se si vuole, quest'area della nostra psiche è una specie di freno alla natura animale di cui facciamo parte, marchiata da milioni di anni di evoluzione nel nostro id.

Quest'ultimo contiene i desideri bestiali e nativi, gli istinti di natura primitiva come il desiderio sessuale, la sopravvivenza, l'auto-gratificazione immediata.

L'analisi di Freud sarà anche pienamente superata, ma non posso fare a meno di pensare che questo tipo di classificazione rispecchi in qualche maniera in nostro modo di agire e di pensare. Collegato all'analisi freudiana è il complesso di Edipo (di Elettra per lei), su cui mi piacerebbe ritornare prossimamente.

Fonte: Wikipedia.

sabato, luglio 01, 2006

La parentela tra il Siciliano e l'Inglese

Chi l'avrebbe mai detto che il dialetto siciliano e la lingua inglese condividono un legame di parentela?

I normanni infatti pensarono bene di invadere Sicilia e Inghilterra più o meno nello stesso periodo (si parla all'incirca del 11° sec. d.C.), portando con sè un po' della loro cultura e della loro lingua. Naturalmente in Sicilia non è rimasto moltissimo, ma è possibile stabilire con sicurezza l'origine normanna di molte parole.

Qualche esempio pratico renderà più chiara la situazione: in Inghilterra le chiese di origine normanna sono denominate Minster (Westminster ricorda qualcosa?) mentre in Sicilia le stesse contengono la parola Mister (Misterbianco, Tremestieri). Oppure bagghiu (fattoria) deriva dal normanno bail che in inglese è divenuto bailey, all'interno della quale ha assunto un significato leggermente diverso (motte and bailey castle è il castello di origine normanna con un rialzo del terreno e un recinto ampio).

Lo studio della linguistica è qualcosa di veramente affascinanante. Attraverso questo si possono comprendere i movimenti migratori delle popolazioni e soprattutto molto della nostra cultura. Ad esempio vi siete mai chiesti i motivi della modificazione progressiva dal latino al volgare (includendo in esso i vari dialetti)?

Fonte: Storia della letteratura italiana, vol. 1, Il sole 24 ore.

sabato, giugno 24, 2006

L'origine delle note

Vi siete mai chiesti il perchè dei nomi delle note musicali? Cioè per quale incredibile motivo l'elenco delle sette note è Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si? In effetti non esiste (ne potrebbe esistere) nessun legame tra la fonetica del nome della nota e l'effetto che si vuole riprodurre sullo strumento o con la voce.

Ecco che nelle mie peregrinazioni letterarie mi sono imbattutto in Guido D'arezzo, che utilizzò un celebre inno di Paolo Diacono (Ut queant laxis), per creare una specie di esacordo musicale. Ecco come:

Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve Polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes

(Affinchè i fedeli possano far risuonare sulle corde distese i fatti mirabili della tua storia, cancella il peccato delle labbra impure, o San Giovanni)

L'Ut della mia riga fu sostituito dal Do nel 1260 ad opera di Francesco di Colonia, e così si ottenne la notazione musicale moderna.

Esistono altre notazioni musicali, utilizzate in alcuni paesi: questo sarà un argomento su cui ritornerò prossimamente.

Habemus Blog

In maniera piuttosto canonica, desidero annunciare urbi et orbi la nascita sulla Terra di questo nuovo blog. Tale evento, di portata infinitesimale, come lo sbattito d'ali della farfalla a Tokio, conterrà i miei rantoli mentali per i prossimi tempi (non so quanto, dipende dal tempo che avrò e soprattutto dalla soddisfazione che ne ricaverò).

In pratica vi scriverò intuizioni, curiosità, insomma cose che in rete sono ormai commodity (spazzatura dice qualcuno), con la speranza che siano migliori dei miei milioni di altri colleghi blogger.